Mi sono accorta per la prima volta che era successo qualcosa di strano mentre cercavo su Google una delle mie ricette.
Durante i corsi di cucina mi capita spesso di fare riferimento alle ricette classiche toscane e ai vecchi cavalli di battaglia del blog, e ho sempre trovato più veloce cercarli su Google piuttosto che navigare direttamente nell’archivio. Poi, un giorno, non sono più riuscita a trovare le mie ricette.
Compariva magari il link a un post su Instagram, oppure un pin su Pinterest, il link a un sito che citava la ricetta, ma del mio blog non c’era traccia.
Più o meno nello stesso periodo, mi sono anche resa conto che le richieste per i corsi di cucina erano diminuite in modo evidente, più di quanto accada di solito durante l’estate, quando le persone sono già in vacanza e non hanno ancora iniziato a programmare le attività per l’anno successivo.
Siccome negli ultimi cinque anni mi sono concentrata soprattutto su questa newsletter, ci ho messo un bel po’ ad accorgermi che qualcosa era cambiato.
Per farla breve — e risparmiarvi i dettagli di un mio crollo nervoso — abbiamo scoperto che il nostro blog, sia in italiano sia in inglese, è di fatto scomparso da Google da aprile e, di conseguenza, da quasi tutte le ricerche online di ricette e corsi di cucina.

Le pagine sono ancora tutte lì: quasi diciotto anni di lavoro, più di 600 ricette testate, migliaia di fotografie e quello che, poco alla volta, è diventato un diario online della mia vita col cibo. Potete ancora accedere a tutto digitando direttamente www.julskitchen.com nel browser. Ma dovete sapere che esiste. Dovete sapere cosa cercare. Altrimenti, sono scomparsa nell’oblio di Internet. Qui concedetemi un po’ di dramma.
È l’incubo di ogni blogger, ma soprattutto è una catastrofe per una piccola attività come la nostra.
Adesso è molto più difficile trovare i nostri corsi di cucina su Google. Dopo quasi diciotto anni di pubblicazione online, comparivamo spesso in modo organico nella prima pagina dei risultati, senza fare pubblicità né pagare per ottenere visibilità. In tanti siete capitati sul blog per caso, cercando la ricetta della Christmas cake di Jamie Oliver, della torta di ricotta sbriciolata, o del tortino di fiori di zucca e patate. Con alcuni di voi siamo diventati amici. Quelle ricette ci sono sempre, ma sono più difficili da trovare.
Ora stiamo cercando di capire cosa sia successo e come risolvere il problema. Se non dovessimo riuscirci, potremmo essere costretti a costruire da zero un nuovo sito, almeno per promuovere i nostri corsi di cucina.
Sono fiduciosa che riusciremo a risolvere il problema, ma, in un angolo della mia mente, comincio anche a farmi prendere un po’ dal panico al pensiero che potremmo avere davanti un anno difficile.
Abbiamo sempre fatto affidamento soprattutto sul blog per promuovere i nostri corsi di cucina; solo una piccola parte delle prenotazioni arriva attraverso tour operator e agenzie di viaggio. La maggior parte degli ospiti ci ha trovati in modo indipendente, spesso dopo aver letto una ricetta o seguito il blog per anni. E non c’è niente che ami di più che costruire con loro un rapporto via email, prima di incontrarli di persona.




A settembre annunceremo il nuovo calendario dei corsi per il 2027, quindi abbiamo circa un mese per risolvere questo rompicapo. Nel frattempo, posso chiedervi una mano?
Condividete i nostri corsi di cucina con chiunque stia programmando un viaggio in Toscana questo autunno — abbiamo ancora qualche posto disponibile — e, ancora di più, con chi potrebbe venire a trovarci il prossimo anno. Per il momento, il passaparola potrebbe essere il miglior motore di ricerca che abbiamo.
Poi, se avete idea di come potremmo risolvere questo problema, io e Tommaso ve ne saremo grati in eterno!
È con questa nota catastrofica che abbiamo chiuso il mese di luglio, mentre attraversavamo la quarta ondata di calore dall’inizio dell’estate.
Giornate roventi, notti appiccicose, sudate e insonni, e zanzare. Tante zanzare. Il caldo mi lascia perennemente esausta: faccio fatica a lavorare e concentrarmi è più difficile del solito. Mi sveglio prestissimo per approfittare delle prime ore del mattino per tradurre il libro a mente fresca e per scrivere. Controllo l’app del meteo ogni volta che prendo in mano il telefono, alla ricerca disperata della promessa di un temporale — possibilmente non catastrofico — o anche soltanto di una notte un po’ più fresca.
Quello che mi inquieta di più è sapere che questa non è un’eccezione, ma sta diventando sempre più la nostra nuova realtà. Quindi continuerò a piantare alberi da frutto, a seguire un’alimentazione sempre più sostenibile e a fare tutte quelle piccole cose imperfette che sono però alla mia portata.
Il mio piano iniziale era condividere finalmente la ricetta della torta salata con fagiolini e ricotta che vi avevo promesso due settimane fa. Ma, dopo aver iniziato questa newsletter con una nota piuttosto ansiosa — scusate —, ho pensato che avessimo tutti bisogno di cambiare un po’ atmosfera.
Così, prima di arrivare alla ricetta, ho raccolto alcune cose belle, le mie preferite del momento, che stanno rendendo questa estate un po’ più piacevole.
Guardare le stelle
La scuola è finita da un bel po’, e il campo estivo segue orari più flessibili. Così, ogni sera, dopo cena, passiamo una mezz’ora in giardino, distesi sulle vecchie sdraio blu ormai scolorite, con il viso rivolto verso il cielo, alla ricerca di pianeti e costellazioni. Una sera abbiamo persino visto la Stazione Spaziale Internazionale passare proprio sopra di noi, mentre raccontavamo a Livia dello spazio e degli astronauti.
Sentirsi così piccoli, e allo stesso tempo così pieni di meraviglia sotto un cielo infinito, aiuta a rimettere nella giusta prospettiva le preoccupazioni di tutti i giorni.
Le mie zinnie
Anche se temevo di aver scelto i fiori sbagliati per l’aiuola davanti allo studio, sono stata ricompensata da una fioritura abbondante e coloratissima di zinnie e di molte altre piante che, a essere sincera, non saprei identificare.
Nota per il prossimo anno: lavanda ed elicriso sulla destra, dove il sole del pomeriggio picchia senza tregua, e manciate generose di semi di zinnia sulla sinistra, riparate dall’ombra di un agrifoglio.
Le verdure estive (ovviamente)
Devo tornare ancora una volta sulle verdure estive. Soprattutto sulle melanzane bianche, quasi senza semi, dolci e morbidissime quando vengono arrostite; e sui pomodori datterini più dolci, dalla buccia sottile, che di solito lascio cuocere in padella con aglio e una manciata di basilico fresco, finché non diventano una salsa rustica da usare per condire la pasta, saltare le bietole, cuocervi un uovo oppure, semplicemente, mangiare a cucchiaiate.
Poi ci sono i peperoni arrostiti, setosi e con un leggero retrogusto affumicato, che spesso trito finemente e metto a cucchiaiate su una fetta di pane spalmata con la maionese, seguendo la ricetta di nonna; e i fagiolini, cotti lentamente con cipolle e pomodori, come nella ricetta a pagina 51 di Vegetables the Italian Way (il prossimo anno! il prossimo anno uscirà in italiano!).
In questo momento le verdure estive sono abbondanti e, in alcuni casi, più accessibili. Portano in tavola freschezza, nutrimento e quell’idratazione di cui abbiamo tanto bisogno, dandoci esattamente ciò che ci serve ora.
Un giorno al mare
Abbiamo caricato la macchina come se stessimo partendo per un tranquillo mese di villeggiatura al mare, quando in realtà eravamo diretti a Carbonifera, una spiaggia libera vicino a Follonica, a circa un’ora e mezzo da casa.
Ho sempre pensato di non essere fatta per le gite al mare in giornata. La sabbia, il caldo, tutta l’organizzazione. Dove avremmo mangiato? Il primo pomeriggio non sarebbe stato troppo caldo? Eppure non ho fatto altro che esclamare, per tutta la giornata: come si sta bene! come mi piace qui! Ci voleva proprio!
C’era una pineta fresca e ombreggiata proprio dietro la spiaggia, un grande parcheggio molto comodo, il bar di un campeggio a pochi passi e un tratto tranquillo di spiaggia libera, con un’acqua limpidissima. Con un pranzo al sacco ad aspettarci nella borsa frigo sotto i pini marittimi — con quella torta salata di fagiolini e ricotta! — avevamo tutto quello che serviva per una giornata semplice e inaspettatamente (per me) rilassante. Ci saranno sicuramente altre gite al mare in giornata durante queste ultime cinque settimane di vacanze estive di Livia, prima che la scuola ricominci a metà settembre. Sono un modo per sentirsi in vacanza, per staccare, anche quando stai a casa.
Vecchie ciotole di ceramica
Mentre svuotavamo casa di nonna, prima di ridipingere le pareti e ristrutturare l’appartamento in vista della prossima stagione, ho passato in rassegna tutti i suoi utensili da cucina e le sue cose.
Accanto a piattini da dessert bavaresi, tazze da tè cinesi e un grande piatto da portata giapponese — mi chiedo ancora come abbiano fatto ad arrivare fino a qui, in una casa di campagna toscana, visto che nonna non ha mai viaggiato — ho trovato un paio di ciotole di ceramica sbeccate, con i colori leggermente sbiaditi dal tempo.
Devono avere almeno cinquant’anni, oggetti umili di uso quotidiano, ma con una qualità materica che le rende irresistibili: quel genere di ciotole che fa sembrare piacevole persino condire un’insalata. Le ho portate a casa, le vedrete sicuramente comparire in qualche foto.
E, a patto di riuscire a risolvere i problemi del sito, presto cominceremo a raccontarvi qualcosa in più anche di questo piccolo appartamento accogliente, che stiamo rimettendo a nuovo per la prossima stagione turistica.
E ora, come promesso, ecco la ricetta che sto mettendo a punto da tre settimane: una via di mezzo tra una torta salata e uno sformato, preparata con fagiolini, ricotta e pomodori secchi.
È perfetta da portare con voi per una giornata al mare, oppure da preparare in anticipo e lasciare a casa per quando rientrerete la sera, con la sabbia ancora tra le dita dei piedi e tutta la famiglia che deve ancora farsi la doccia. Basterà scaldarla per qualche minuto, affettare un pomodoro, e la cena sarà pronta.
Le abbonate e gli abbonati trovano qui sotto la ricetta completa, insieme a un PDF da scaricare, stampare e conservare in cucina.









Mi spiace tanto Giulia, capisco l'ansia e, se vuoi, posso consigliarti una SEO freelance bravissima (non ho alcun interesse, ma se avessi un problema simile, da "privata" e non come persona che lavora in agenzia, mi rivolgerei a lei). Basta che mi fai sapere, anche in privato, sebbene sono sicura che i contatti non vi mancheranno. Finger crossed!
Il tuo racconto della giornata al mare "vicino casa" mi ha fatto pensare a un giro in bici che ho fatto domenica scorsa, su un percorso lungofiume: avevo solo un'oretta, in un weekend stracolmo di impegni famigliari, ma ho superato i miei pregiudizi (ci sarà troppo caldo / tornerò sudata da fare schifo / cosa vuoi fare con solo 1 ora a disposizione) e mi sono ritrovata felice come una bimba. Da rifare!
E per quanto riguarda le case delle nonne: la mia materna l'ho persa ancora anni fa e, grazie a mia mamma, da lei ho recuperato un paio di orecchini e un anello (molto vintage e anche un po' rovinati, ma elegantissimi), un servizio di porcellana che credo lei non usasse mai, ma che io tiro fuori più che volentieri quando abbiamo ospiti, qualche foulard e, di recente, anche 3 moke (stanca della macchinetta espresso e desiderosa di un ritorno al passato). Non solo oggetti, ma modi per farla (farle) rivivere ancora un po' con noi :)
Spero che nel frattempo tu abbia risolto il problema tecnico. Prossimamente proverò la torta salata di fagiolini ma per celerità farò la mia solita pasta brisé ( con il cutter!) e invece dei pomodori secchi sott’olio utilizzerò una ciotolina di datterini ( ne ho un paio di kg in frigo) confit.