Ci prendiamo una pausa di due settimane. Un po’ per cercare di risolvere i problemi tecnici che continuano a tenere il nostro blog nell’ombra su Google. Un po’ per finire la traduzione italiana di Vegetables the Italian Way (quanto mi emoziona avere un nuovo libro in italiano dopo dieci anni non si può dire!). E un po’ per goderci queste ultime settimane d’estate, portando avanti anche i lavori nel piccolo appartamento che stiamo ristrutturando per accogliere i nostri ospiti il prossimo anno.
Sabato è Ferragosto, che per me rappresenta un po’ il culmine simbolico dell’estate. Ho tutta l’intenzione di trascorrerlo mangiando quantità irragionevoli di cocomero, rifugiata sulle montagne del Mugello, in cerca di un po’ di fresco dalle parti di Monte Senario. Dopo Ferragosto i giorni inizieranno a correre e piano piano tornerà quella malinconia che provo ogni anno quando l’estate volge al termine: per quanto sia faticosa, a tratti brutale, mi mancheranno le sue giornate lunghe, la sua libertà (a tratti solo apparente), l’orto, la pelle abbronzata e i capelli che si asciugano all’aria.
Spero anche di divorare qualche giallo (mi sono fatta un segnalibro apposta), passare le sere a guardare le stelle, fare lunghe passeggiate al fresco la mattina presto e magari riuscire a infilare ancora un paio di giornate al mare prima che l’estate scivoli via e ricominci la scuola.
Ma non preoccupatevi. Mentre la newsletter si prende una pausa, qui avrete comunque a disposizione un archivio pieno di ricette di stagione da esplorare—dal pollo al mattone al ciaccino senese ripieno di prosciutto e mozzarella, fino alle zucchine e ai peperoni ripieni di pane—e centinaia di storie dalla Toscana da scoprire, come quella sulla tradizione (culinaria) che difendo.
Torneremo a settembre con l’annuncio della nuova stagione dei corsi di cucina, un paio di ricette che vi faranno venire voglia di arrostire molti più peperoni, compresi questi involtini di peperoni ripieni di tonno, e—rullo di tamburi—il ritorno del book club online. Non vedo l’ora di tornare a chiacchierare insieme a voi di libri una volta al mese.
E se siete arrivati qui da poco, questo potrebbe essere il momento perfetto per perdervi un po’ nel nostro archivio. Potreste trovare proprio quella ricetta — o quella storia — che stavate aspettando.
Cosa volete ancora fare prima che l’estate scivoli via? C’è un libro da finire, un posto in cui tornare, una giornata al mare da ritagliarvi o una ricetta che volete assolutamente preparare? Raccontatemelo nei commenti: ci leggiamo lì prima della pausa.
Il prossimo libro del nostro book club
Ne avevamo già parlato durante uno dei nostri ultimi appuntamenti perché incuriosiva tante di noi, quindi dopo I biscotti di Baudelaire di Alice B. Toklas abbiamo scelto di leggere un libro uscito da poco, Cucina ambientale. Il cibo come atto di cura, di Chiara Pavan.
Ci vediamo on line, su Zoom, giovedì 24 settembre alle 21.30.
Vi ricordo che il book club è aperto a tutti e per partecipare non è necessario aver finito il libro, o averlo amato. Nascono sempre spunti interessanti di discussione. Presto vi mando il link!


Prima di salutarci per queste due settimane, c’è un’ultima cosa che voglio condividere con voi.
Oggi è uscita una nuova puntata di Cooking with an Italian Accent, nata da una riflessione molto personale sul mio rapporto con l’inglese e su quanto il cibo mi abbia aiutata, negli anni, a impararlo davvero.
Nella puntata ne parlo con Margherita Berti, insegnante di italiano che vive negli Stati Uniti: partendo dalle nostre esperienze, abbiamo raccolto idee e consigli per imparare e migliorare una lingua attraverso qualcosa che già amiamo. Nel nostro caso è, naturalmente, il cibo.
Potete ascoltare qui la puntata completa.
Intanto, vi lascio la traduzione dell’introduzione.
“Ci misi più di un mese a leggere Northanger Abbey quando ero al liceo, rannicchiata sul divano di casa o con gli occhi fissi sul libro mentre aspettavo l’autobus. Sottolineavo con cura ogni parola che non conoscevo, per poi cercarla sul dizionario appena tornavo a casa.
L’inglese era il mio superpotere.
A scuola ero molto timida e alzavo raramente la mano, ma durante le lezioni di inglese succedeva qualcosa. Mi sentivo un po’ più coraggiosa, nonostante il mio inglese ancora incerto e da principiante. Forse perché sbagliare mi sembrava parte del percorso, anziché qualcosa di cui vergognarmi. E così mi buttai a capofitto su Jane Austen.
Ho imparato l’inglese perché me ne sono innamorata, e sono migliorata perché ho trovato il modo di studiarlo attraverso le mie passioni: prima Jane Austen, poi i film e gli attori britannici (Quattro matrimoni e un funerale, Il diario di Bridget Jones, Love Actually, solo per citarne alcuni) e infine la cucina e Jamie Oliver.
Sono stata orgogliosamente abbonata a Jamie Magazine dal numero 2 fino all’ultimo, e leggevo ogni ricetta come fosse una poesia, rigirandomi le parole sulla lingua, assaporando la scelta di verbi e aggettivi. Per anni ho letto e riletto i libri di Elizabeth David e Nigel Slater, soffermandomi sulle loro parole e sulle loro descrizioni.
Oggi tengo i miei corsi di cucina in inglese. Registro un podcast in inglese, con il mio inconfondibile accento italiano. Scrivo il blog e la newsletter anche in inglese e ho persino scritto direttamente in inglese due libri di cucina per un editore americano.
Oserei dire che parlo inglese fluentemente, purché si parli di cibo. Non fatemi parlare di politica, idraulica o filosofia.
So che molti di voi leggono sia la versione inglese sia quella italiana di questa newsletter per migliorare il vostro italiano, arricchire il vocabolario e sentirvi sempre più sicuri e sciolti in una lingua che amate tanto quanto la cucina italiana.”
Se vi incuriosisce il lavoro di Margherita, la trovate on line su Italian Matters e su Instagram come italianmatters. È anche autrice di Speak the World Italian: History & Culture Through Language, un libro che esplora la lingua italiana attraverso la sua storia e la sua cultura.






Giulia io ti ho aggiunto in calendario 📅 leggere (e finire) un libro in un mese è diventata una vera sfida da quando c’è la piccola ma ci provo!!
Happy Ferragosto!!!!